Problema

Problema

A casa, a scuola, sul lavoro: quante volte la nostra pelle viene sottoposta a lesioni? Quante volte diciamo "Ahi!" e non ci pensiamo più? Intanto, ecco cosa è successo: nel punto di contatto si è determinata l'asportazione degli strati più esterni della cute; nel caso di una sbucciatura, di un graffio o di un taglio la cute stessa si è aperta, più o meno profondamente secondo l'entità della ferita.

L’alterazione della barriera cutanea si può osservare anche in caso di scottature domestiche e non (fornelli, ferro da stiro, marmitta moto, etc), in occasione di irritazioni, fessurazioni della cute; da agenti fisici quali freddo, vento o chimici, come accade negli arrossamenti da pannolino, dove liquidi organici (urine, feci) ristagnano a contatto con la pelle, danneggiandola.

Inoltre, i raggi solari (scottature ed eritemi solari) possono distruggere numerose file di "mattoni" che compongono lo strato superficiale dell’epidermide. Anche una ragade al seno è frutto di una alterazione della barriera: sono taglietti, piccole lesioni fastidiose, che si presentano sul capezzolo durante l’allattamento.

Ora, come sappiamo bene, tra le più importanti funzioni della pelle c'è quella di garantire una barriera protettiva per i tessuti sottostanti più interni. L'alterazione delle sue caratteristiche può determinare una maggiore esposizione ai batteri, con il conseguente rischio di infezioni. Queste non vanno prese alla leggera, e bastano pochi accorgimenti per evitarle.

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